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mercoledì, Novembre 20, 2019
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La Curia nega il risarcimento a 5 presunte vittime di pedofilia:”Niente prove”

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La Curia non riconosce le presunte violenze a 5 vittime di pedofilia tra gli Anni 80 e 90. Chiesti quasi cinque mln di euro. Il 15 novembre prima udienza


Il risarcimento da parte della Chiesa cattolica nei confronti di 5 presunte vittime di pedofilia è stato negato. Come scrive La Stampa, cinque adolescenti negli anni Ottanta e Novanta hanno incontrato e conosciuto don Nello Giraudo fra la parrocchia di Spotorno e l’entroterra ligure. Tutti hanno denunciato di essere stati abusati, violentati e maltrattati. Ma i reati sono prescritti. Perché tutti hanno denunciato dopo più di trent’anni. Solo nel caso di una vittima, sempre dello stesso sacerdote, la vicenda si è conclusa con un patteggiamento della pena. Ma adesso non esiste nessuno accordo, la Chiesa non intende risarcire alcuno perché non crede a loro. Il primo ha denunciare è stato Francesco Zanardi che ha trovato la forza di tirare fuori quanto vissuto: “È stato molto difficile ricostruire dentro di me quello che era successo”.

Nel 2014 Zanardi ha parlato ad Affaritaliani.it  del caso di Luisa Bonello, il medico di 53 anni trovata morta a Savona. Insieme hanno denunciato le molestie e indagavano sulle coperture di cui godono i preti pedofili.

Tornando alle 5 persone coinvolte, per i loro danni morali hanno chiesto complessivamente 4 milioni e 700 mila euro. Un calcolo ottenuto con una perizia di tutte le conseguenze fisiche e psicologiche sopportate. Il 15 novembre ci sarà la prima udienza davanti al Tribunale di Savona proprio per il caso Zanardi. La curia contesta, attraverso gli avvocati di Nello Giraudo: “Non eravamo a conoscenza diretta dei fatti laconicamente descritti, che Zanardi ha affermato essere avvenuti a suo danno”. Inoltre “Nessun apporto causale, anche sotto il profilo psicologico, può essere attribuito alla diocesi in ordine ai fatti asseritamente posti in essere da Nello Giraudo”. La curia non condivide la perizia di parte e aggiunge: “Il diritto al risarcimento del danno deve ritenersi ampiamente prescritto”. E ancora: “Tocca a Zanardi l’onere della prova”. L’ex prete Nello Giraudo nega. “Il convenuto non ha mai potuto effettuare una penetrazione o comunque una congiunzione carnale. Si contesta che sia accaduto alcunché di illecito in occasione dei frequenti campeggi organizzati dal gruppo parrocchiale”.

Ma, sempre come riferisce La Stampa, esiste quel verbale firmato proprio da don Nello Giraudo il 21 dicembre 2011 davanti al pm Giovanni Battista Ferro: “In passato ho effettivamente affrontato serie problematiche della sfera sessuale con psicologi competenti. Effettivamente parlai dei miei problemi anche con i miei vescovi”. Il gip di Savona, Fiorenza Giorgi, firmando l’archiviazione di un caso per avvenuta prescrizione, scrisse: “È triste dirlo, la sola preoccupazione dei vertici della curia di Savona è stata quella di salvaguardare l’immagine della diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima”. Anche la relazione custodita in una cassaforte di monsignor Andrea Giusto è molto seria:””Mentre don Nello era vice parroco a Valleggia si è verificato il primo serio inconveniente. È stato accusato da una mamma di atteggiamenti morbosi nei riguardi del suo bambino, tenuto sulle ginocchia e palpato in modo difficilmente precisabile. Attualmente, estate 2003, nulla è trapelato sui giornali. Don Nello si è impegnato a incontrare un religioso psicologo che lo aiuti a leggere in se stesso nel tentativo di ritrovare un miglior equilibrio”. Papa Ratzinger era stato informato. Sarà un giudice del Tribunale di Savona a decidere sui risarcimenti e verranno chieste nuove perizie sulle vittime.

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