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lunedì, Dicembre 9, 2019
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Mediterraneo di plastica: i fondali italiani come discariche, l’allarme dell’ ISPRA

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fondali rocciosi dei mari che circondano la nostra penisola sono invasi dai rifiuti di plastica e nelle reti dei pescatori finiscono più scarti che pesci, soprattutto nel Mar Ligure, nel golfo di Napoli e in Sicilia.

Nel complesso, ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica raggiungono il mare, soprattutto attraverso i fiumi, che rappresentano la principale via di trasporto dei rifiuti.
Il 7% di tutti i rifiuti riversati in mare arriva al Mediterraneo: si tratta di plastica usa e gettaimballaggi alimentari e industriali, borse, bottiglie, reti.

A essere particolarmente colpiti sono soprattutto i fondali marini, dove si deposita il 70% dei rifiuti, composto per la maggior parte da plastica.

La situazione non è migliore in superficie e sui litorali. La densità media dei rifiuti flottanti oscilla tra i 2 e i 5 oggetti per chilometro quadrato e le microplastiche rilevate sono comprese tra le 93mila e le 204mila particelle per chilometro quadrato. Le spiagge ospitano invece circa 500-1000 oggetti ogni cento metri.

Questa la fotografia drammatica scattata da Ispra e dal Sistema per la protezione dell’ambiente SNPA, che hanno svolto attività di monitoraggio nei nostri mari dal 2013 al 2019 grazie anche alla collaborazione dei pescatori, per l’attuazione della Direttiva Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino.

La concentrazione di rifiuti varia tra le diverse aree monitorate, che differiscono per profondità, ma i numeri sono drammatici in tutti i nostri mari. In sei anni i pescatori hanno raccolto ben 194 tonnellate di immondizia dalle acque dell’Adriatico.

Elevate quantità di rifiuti sono state rilevate anche nel Mar Ligure con 1500 oggetti recuperati per ogni ettaro, nel golfo di Napoli dove sono stati rinvenuti 1200 rifiuti per ettaro e lungo le coste siciliane dove sono stati trovati 900 oggetti per ettaro.

Vere e proprie discariche marine dove giacciono centinaia e centinaia di chilogrammi di rifiuti che oltre a inquinare le acque, vengono ingeriti dai pesci ed entrano nella catena alimentare.
Un’analisi condotta dal 2017 al 2019 nell’ambito del progetto europeo Indicit ha rilevato la presenza di plastica in quasi il 62% delle tartarughe marine che vivono nel Mediterraneo.

L’obiettivo del monitoraggio è quello di far emergere e affrontare il problema dei rifiuti marini  che deve essere risolto grazie alla collaborazione di esperti e amministrazioni per indirizzare in modo corretto le politiche ambientali e le misure previste dalla Direttiva sulla Strategia Marina.

Tale Direttiva si propone di tutelare il mare attraverso diversi step, dalla valutazione iniziale alla definizione dei traguardi, all’avvio di programmi di risanamento a programmi di monitoraggio.
Lo scopo finale è quello di raggiungere un buono stato ambientale entro il 2020 ma è evidente che per quanto riguarda i rifiuti, siamo ancora lontani dall’obiettivo.

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