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martedì, Novembre 12, 2019
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Non fanno entrare le bimbe a scuola, ma la mamma non si arrende. Ivrea: la vergogna del ddl Lorenzin

FONTE byoblu
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Ivrea. Due bimbe di tre anni meravigliose si recano felici al primo giorno di scuola alla materna. Ma trovano la porta sbarrata e agenti in borghese della polizia municipale che le spingono fuori. Due bambine sanissime (ma se non lo fossero state, è così che devono essere trattate?) che, incredule, hanno chiesta alla loro mamma perché non potevano andare a colorare con le loro amiche.

Il DDL Lorenzin è una vergogna per il genere umano, prima ancora che per la politica, e non ha nessuna base scientifica. Esiste solo perché qualcuno a Washington, il 29 settembre 2014, ha deciso che l’Italia doveva essere capofila delle strategie vaccinali. E noi abbiamo obbedito, raccontando un sacco di balle alla popolazione e inventando epidemie inesistenti.

Se al ministero della Salute ci fosse un politico onesto, dovrebbe abrogare, e farlo immediatamente, per decreto, una legge nata su commissione di interessi stranieri, che priva della scuola centinaia di migliaia di bambini che i genitori, più attenti e forse coraggiosi di altri, scelgono di tutelare rispetto ad effetti collaterali troppo spesso dannosi, e in qualche caso perfino fatali, riconosciuti dai tanti medici non collusi – o anche solo un po’ meno vigliacchi di altri – che scelgono di sfidare radiazioni e ordini attaccati alle poltrone pur di onorare il giuramento di Ippocrate e gli anni che hanno dedicato allo studio della Medicina.

Intanto, centinaia di migliaia di bimbi che dovevano essere in classe con le loro matite colorate, guardano le scuole da fuori, ma non tutti i loro genitori decidono di subire in silenzio questo affronto per i loro piccoli. Alcuni, come Chiara Tinuzzo, mamma delle due gemelline di tre anni, cercano di fare rumore, arrivando perfino a incatenarsi fuori dalla scuola purché i diritti delle loro bambine – soprattutto naturali oltre che legali – vengano riconosciuti. Byoblu è con lei, e con tutte le vittime di questi anni tristi, dove sono i bambini a pagare le conseguenze di uno scientismo insensato, se non per le tasche di chi ne trae una convenienza.

Abrogate quella legge infame!

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