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Taranto, gli effetti a breve termine dell’inquinamento esistono. Il problema è non saperlo

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Sulla mortalità a Taranto è intervenuta oggi la ministra Giulia Grillo dichiarando: “Abbiamo già visto dei comunicati stampa che a nostro avviso fanno una disinformazione molto pericolosa e quelli sì che strumentalizzano la morte delle persone per sostenere una tesi piuttosto che un’altra e mi sembra molto triste”. Forse la ministra si riferiva a questo comunicato di PeaceLink, con questi dati di mortalità ricavati dall’anagrafe comunale a Taranto e a questo cruscotto di rappresentazione dei dati di mortalità a Taranto, realizzato con il software Omniscope.

La ministra ammette comunque che a Taranto vi è un aumento di mortalità, anche se “lieve”, ma aggiunge che riguarda “non solo per le neoplasie ma anche per malattie cardiovascolari”, sottolineando in maniera sibillina ad un giornalista che la criticava: “E’ un dato che a lei può non piacere ma è un dato reale e lo dobbiamo comunicare”. Ammette poi un problema di ricoveri ospedalieri per i bambini: “Esiste un trend in aumento per quanto riguarda le leucemie infantili nel periodo 2014-2017″. Parla quindi del biomonitoraggio come indicatore a breve termine. E specifica: “Esistono indicatori a breve, a medio e a lungo termine. La mortalità è ad esempio un indicatore a lungo termine perché gli effetti che si producono sulla mortalità sono positivi o negativi nell’arco dei vent’anni, non li vedi nell’immediatezza”.

L’impressione che mi sono fatto ascoltando (da casa) la conferenza stampa è che alla ministra non sia del tutto chiaro che esiste una mortalità legata anche agli effetti acuti e a breve termine dell’inquinamento. La mortalità non è specchio solo del lungo termine. Il suo indugiare sulle malattie cardiovascolari piuttosto sulle neoplasie (di lungo termine) fa supporre che voglia indicare a Taranto cause di morte non legate all’inquinamento. Ma facendo ciò sembra non conoscere a fondo ciò che dice la letteratura scientifica in merito agli effetti a breve termine dell’inquinamento associato proprio alla mortalità per cause cardiovascolari.

Scrive il dott. Francesco Forastiere “decine di studi condotti in tutto il mondo hanno evidenziato una associazione tra concentrazione giornaliera di inquinanti (soprattutto Pm10, ma anche SO2, NO2 e ozono) e numero di morti nello stesso giorno o nei giorni seguenti”.

La sottovalutazione – anche in persone di elevata cultura – degli effetti a breve e brevissimo termine dell’esposizione all’inquinamento è uno dei problemi attuali e tocca purtroppo in modo evidente la classe politica. Tanti politici ignorano il nesso fra inquinamento, ictus e infarti. Ignorano gli effetti immediati connessi all’esposizione a incrementi di polveri sottili. Avrei voluto un confronto oggi – anche su questi temi – ma ci è stato comunicato dallo staff del ministro Luigi Di Maio che non eravamo stati invitati. Mi sarebbe piaciuto sapere se coloro che “fanno una disinformazione molto pericolosa e che strumentalizzano la morte delle persone” siamo proprio noi di PeaceLink.

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