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lunedì, Dicembre 9, 2019
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Per la prima volta nel mondo la popolazione obesa supera quella malnutrita

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L’obesità e il sovrappeso stanno crescendo più velocemente della fame e ciò indica l’estrema urgenza di fornire l’accesso a diete più salutari a tutti i cittadini del mondo. È questo l’allarme lanciato dalla FAO, secondo cui è oramai chiaro un punto: il diritto al cibo ha bisogno di un nuovo approccio che comprenda il diritto a uno stile alimentare sano nella sua totalità.

Pare quini un dato di fatto: gli sforzi che da anni si portano avanti contro la fame nel mondo hanno cominciato ad eguagliare quelli volti alla prevenzione dell’obesità, un problema che riguarda ogni parte del Pianeta e che ha dato vita a una vera e propria epidemia.

È per questo motivo che il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, ricordando l’obiettivo numero 2 dell’agenda per lo sviluppo sostenibile, ossia la cancellazione di ogni forma di malnutrizione, ha sottolineato come non ci si possa più concentrare solo e soltanto sulla lotta alla fame e alla malnutrizione.

Mentre la fame è circoscritta a specifiche aree, l’obesità è ovunque. Stiamo assistendo alla globalizzazione dell’obesità”, afferma Graziano da Silva.

Ma come fare in modo che si produca non più cibo, ma cibo più nutriente? Ne parla lo stesso José Graziano da Silva all’apertura del simposio internazionale Il Futuro dell’Alimentazione, svoltosi a Roma nei giorni scorsi.

I sistemi alimentari del futuro devono garantire alimenti nutrienti, di qualità e tutelare l’ambiente”, ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, sollecitando latrasformazione dei sistemi alimentari per migliorare la nutrizione nel mondo.

Ad oggi, più di 2 miliardi di adulti dai 18 anni in su sono in sovrappeso e 670 milioni di essi sono obesi. Inoltre, l’aumento dell’obesità tra il 2000 e il 2016 è stato più rapido rispetto a quello del sovrappeso in tutte le fasce di età e quasi 2 miliardi di persone soffrono di carenze di micronutrienti.

Secondo le proiezioni il numero di persone obese nel mondo molto presto supererà il numero di persone che soffre la fame, che al momento è pari a 820 milioni.

Cos’è che ha portato alla pandemia globale di obesità e alla contemporanea carenza di micronutrienti? La rapida urbanizzazione, innanzitutto, ma anche l’elevato consumo di alimenti ultra-lavorati, composti prevalentemente da ingredienti artificiali e ricchi di grassi saturi, zuccheri raffinati, sale e additivi chimici.

 

Come migliorare l’alimentazione?

Secondo José Graziano da Silva sono quattro i punti che potrebbero migliorare l’alimentazione umana:

  1. I Paesi dovrebbero attuare politiche pubbliche e leggi con incentivi adeguati per proteggere le diete nutrienti e incoraggiare il settore privato a produrre alimenti più sani, come imposizione di tasse sui prodotti alimentari poco sani, etichette sugli alimenti più comprensibili e più complete, restrizioni sulla pubblicità degli alimenti;
  2. i governi dovrebbero promuovere il consumo di alimenti locali e freschi, creando circuiti locali di produzione e consumo;
  3. gli accordi commerciali internazionali devono essere progettati per influenzare positivamente i sistemi alimentari, in quanto gli alimenti ultra-lavorati tendono ad essere più vantaggiosi nel commercio internazionale;
  4. la trasformazione dei sistemi alimentari parte da terreni sani, semi sani e metodi agricoli sostenibili. L’intero sistema alimentare deve cioè essere riadattato.

Intanto, ricordiamoci che non si diventa obesi da un giorno all’altro. È per questo che già nelle nostre famiglie è essenziale imparare a mangiare sano e, soprattutto, insegnarlo ai nostri bimbi. Insegnare loro a riconoscere le cose “buone” da quelle più dannose, senza demonizzare alcun cibo ma applicando le giuste differenze nel momento preciso.

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