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martedì, Maggio 21, 2019

Pulizer per Assange? No la galera! Speciale Sarò Franco
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Tempo di Lettura : 2 minutiLa verità non ha colore. La verità ha una sola bandiera, quella della giustizia. In un mondo in cui le informazioni importanti e vere vengono sempre più celate all’opinione pubblica e in un mondo dove l’opinione pubblica ha sempre più peso nelle scelte dei governi i media dovrebbero svolgere al meglio il proprio dovere. I media dovrebbero spendere buona parte delle proprie risorse umane e finanziarie per scoprire ciò che non ci viene detto, per svelare la montagna di bugie che fuoriescono quotidianamente da chi detiene il potere. Invece, più si va avanti e più i media si allontanano dalla loro missione e si asserviscono al potere. Wikileaks e il suo fondatore Assange sono apparsi proprio per colmare questo vuoto, per riportare l’equilibrio nel mondo, per bilanciare (anche se di poco) il rapporto di forze tra chi detiene il potere e la massa dei cittadini del mondo.

Per questo Assange è stato perseguitato, da tutti (o quasi). Per questo i media raramente hanno parlato bene di lui. Per questo tanti, troppi hanno applaudito al suo arresto. «Un giornalista deve agire nella legalità delle leggi». Ma quale giornalista o cultore della giustizia avrebbe mai potuto partorire una corbelleria del genere? Eppure è ciò che è stato detto dopo il suo arresto. Ma noi, che siamo uomini liberi, quell’arresto lo contestiamo e attendiamo con impazienza l’arrivo di un nuovo Assange.

“Julian Assange è accusato dalle corti americane di avere pubblicato, nel 2010, materiale militare e diplomatico top secret attraverso la piattaforma Wikileaks. E’ accusato di aver diffuso dei documenti contenenti segreti di Stato che hanno messo in imbarazzo le istituzioni americane e il Pentagono. E’ accusato di aver rivelato al pubblico dei rapporti che contengono crimini di guerra commessi dai militari americani in Iraq e in Afghanistan. E’ accusato addirittura di complicità in pirateria informatica con l’ex militare Chelsea Manning, condannata al carcere (e parzialmente graziata da Obama) per aver consegnato a wikileaks decine di migliaia documenti militari riservati .”

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