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martedì, Maggio 21, 2019

L’IMPRESA DISPERATA – Mauro Scardovelli fonda UniAleph
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FONTE byoblu
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Tempo di Lettura : 8 minutiSintesi dell’intervento di Mauro Scardovelli.

Le università di oggi insegnano condizionate dalla visione neoliberista, secondo cui pochi hanno tutti i diritti del mondo, e tutti gli altri hanno solo i diritti che gli vengono concessi. Il neoliberismo è il nemico che i costituenti avevano in mente di sconfiggere. Ci troviamo di fronte al sistema più ingiusto che l’uomo è mai riuscito a creare sulla Terra. I costituenti sapevano che le guerre mondiali erano conseguenza di questo mostro psico-etico e psico-spirituale, quindi ci hanno regalato una Costituzione che contiene la nostra ancora di salvezza. Ogni giorno 30mila bambini muoiono di fame. Ogni anno invece muoiono di fame milioni di persone, ma un miliardo di persone sono obese. Non è una contraddizione? Altrettante sono ridotte alla miseria più completa.

Il problema è che il Neoliberismo oggi ha vinto su tutti i fronti. Ha vinto sui suoi nemici storici: il comunismo, il socialismo, le costituzioni del dopoguerra. Le banche si sono espresse molto chiaramente: la Costituzione deve essere cambiata e deve adeguarsi ai trattati internazionali. Ma la Costituzione non è abrogata: è tuttora in vigore! Il Pareggio di Bilancio può ancora essere considerato non costituzionale dalla Corte Costituzionale. Il Governo può emettere un decreto per annullare tutte le leggi incostituzionali che, a partire dalla morte di Aldo Moro in poi, con metodo graduale (il cosiddetto metodo Juncker) hanno introdotto sempre nuove restrizioni ai diritti, in modo che non ce ne accorgessimo, e adesso viviamo in una gabbia che si stringe sempre di più. Questa gabbia ha un solo scopo: quello di fare in modo che il 99% della popolazione viva sempre peggio per far arricchire le grandi nazionali, i banchieri e così via. È chiaro che questo è un sistema ingiusto che va debellato. Il problema è: “come si fa”?

In Italia abbiamo grandi intelligenze, che tuttavia non dialogano insieme. Un economista, per esempio, non conosce bene la Costituzione. Per di più non la conoscono neppure i giuristi, perché le università non insegnano più il diritto costituzionale. Quindi ci troviamo di fronte una situazione che sembra senza via di uscita, e invece la via di uscita la dobbiamo trovare.

La via di uscita consiste nel creare la condizione, per il popolo italiano, di potersi informare con chiarezza, grazie ai migliori giuristi, i migliori economisti, i migliori filosofi che abbiamo, i migliori giornalisti che stanno lottando nella stessa direzione. Adesso è giunto il momento di unire le forze. Ma c’è un ostacolo: oggi siamo impregnati di neoliberismo psichico. Potremmo chiamarlo narci-liberismo, ovvero una forma mentis che tende a renderci individualisti, competitivi, egoisti. Ognuno pensa a sé. Ma se andiamo a vedere tutte queste strutture, troveremo che alla base c’è un meccanismo molto più profondo: la paura. Il neoliberismo vince per il principio della Shock Economy: attraverso la paura si fa accettare qualunque situazione. Mario Monti l’aveva spiegato bene: le crisi servono, perché grazie alle crisi il popolo accetta quello che diversamente accetterebbe mai. Dopo una crisi, nelle leggi rimane un sedimento che ci farà procedere verso la meta del neoliberismo in Europa: gli Stati Uniti d’Europa. Gli Stati Uniti d’Europa non sono il sogno di economisti e giuristi spiritualmente evoluti, ma sono il sogno di economisti, giuristi e filosofi che sono al servizio della parte ricca del pianeta. Il sistema europeo è una dittatura finanziaria. Su questo stesso canale, in una intervista, Paolo Becchi parla di un sistema economico e giuridico mostruoso.

Come possiamo uscirne? Sembra un’impresa disperata, ma non impossibile. Le balle che i neoliberisti raccontano sono così grandi che non possono reggere alla prova del tempo. Ad esempio: “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità: abbiamo speso troppo, non siamo competitivi“. Ebbene, l’Italia è stata attaccata dalla finanza internazionale proprio perché era troppo competitiva. Le nostre piccole-medie imprese erano le più creative del mondo. La verità è stata completamente ribaltata. Chi ha il potere delle televisioni, dei giornali, può far credere al popolo quello che vuole.

In realtà le cose sono molto semplici. Un politico onesto, oggi dovrebbe dire una sola cosa: “Allo stato attuale io non posso fare niente, perché non ho soldi. Non posso creare i soldi perché i soldi li posso prendere solo in prestito“. È iniziato tutto nel 1981, col divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro. Un cambiamento che non è avvenuto con un atto legislativo, ma con una lettera privata spedita da Andreatta a Ciampi, che non doveva essere conosciuta, altrimenti sarebbe stata rigettata dal Parlamento.

Io sono un clinico. Negli ultimi anni mi sono reso conto che la sofferenza delle persone con cui lavoravo era cambiata. Non era più una sofferenza derivante da problematiche di tipo emotivo-familiare. Quella sofferenza c’è sempre, ma oggi viene ampliata cento volte dal campo esterno di paura nel quale siamo immersi. Le personalità narcisistiche, ossessive, paranoidi, schizoidi hanno preso il sopravvento sul nostro Io. L’Io umano è un centro di consapevolezza e di volontà che tende a creare un movimento di convergenza. Ci sono diverse istanze dentro di noi, però l’Io è tale nel momento in cui riesce a coordinarle, a fare il lavoro di un buon Governo. Ma quale Governo abbiamo oggi in questo Paese? La stessa maggioranza è scissa, in tutti i punti possibili. Non solo: all’interno degli stessi partiti si diverge su questioni fondamentali. Questo modo di fare politica non è ignoto all’umanità. Già Platone ne parla sui suoi dialoghi, e dice che quando la democrazia diventa di questo tipo, non c’è più possibilità di evitare il peggio: diventa una tirannia. Siamo già in un sistema tirannico della finanza e siamo già in un sistema tirannico dell’informazione. Rischiamo continuamente di essere incriminati per “fake news“. Ma ancora una volta stanno ribaltando la verità: è l’informazione mainstream ad essere tutta una menzogna.

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Alcune proposizioni che invece sono vere: uno Stato democratico può stampare tutta la moneta che vuole, se mantiene la sua sovranità monetaria. La sovranità monetaria è prevista nella Costituzione, nel punto in cui dice che la sovranità appartiene al popolo. Quindi la moneta non può essere presa a prestito, dietro pagamento di un interesse, dalle banche. Chi detiene il potere di emettere la moneta, ha in mano non solo l’economia, ma anche la politica, e dunque ha la sovranità, sottraendola al popolo.

Per ribadire ciò che è vero, e per destrutturare il pensiero neoliberista, è allora necessaria una nuova università. Bisogna creare una serie di lezioni chiare e semplici, sostenute da un gruppo di intellettuali coesi. Io non vedo l’ora di vedere insieme Bagnai, Mori, Maddalena, Barra Caracciolo, Galloni e molti altri, che riflettono insieme e smussano i loro particolarismi per trovare una unità in alcune affermazioni. L’Italia può farcela. Questa nuova università dovrà essere un luogo, un centro di pensiero nel quale il popolo italiano possa trovare un punto di riferimento. Si dovrà dire: “a queste persone possiamo credere“. Bisognerà insegnare innanzitutto come studiare. Se fai vedere un video alle persone, alla fine sono in grado di dirti solo se gli sia piaciuto o meno. Sono consapevoli di avere messo un like e nulla più, ma non sanno argomentare. Molte volte succede che non ci ascoltiamo davvero, non siamo in risonanza, per cui non ci rimane che parlare di cose superficiali. Ma l’essere umano non è l’homo economicus, cioè l’uomo che vive guidato esclusivamente dai propri interessi personali, in competizione con tutti gli altri. Quella è una persona che esiste, certo, ma è una persona malata! Una persona sana è comunitaria, vive nella socialità, nella capacità di donarsi agli altri. La comunità è il luogo dove si costruisce la vita: non esiste vita che non sia una forma di comunità, dalla prima cellula alle forme più complesse, che siamo noi. Il linguaggio può renderci gli essere più intelligenti dell’universo conosciuto, ma anche gli essere più imbecilli, perché possiamo usare il pensiero e il linguaggio in modo contrario al funzionamento della natura. Lo facciamo quando non siamo più in empatia, ma viviamo in uno stato di dispatia: il nostro atteggiamento nei confronti degli altri è di disinteresse, quando non di rabbia , risentimento, rancore. Tutti sentimenti umani che hanno la loro funzione, ma se prendono il sopravvento e diventano la norma, indicano che siamo malati. Queste sofferenze psichiche non nascono dal nulla, ma da un contesto la cui cifra è la scissione, la corruzione. Si parla spesso di corruzione nella politica, ma la prima corruzione è quella mentale: se il nostro io è scisso in tante parti che non si conoscono e anzi sono continuamente in conflitto, io chi sarò davvero, tra queste? Tutto questo genera nevrosi, e nei casi più gravi schizofrenia.

Oggi siamo riusciti a creare la forma di oppressione più perfetta che esiste, perché c’è la tecnologia che ci aiuta. Gli oppressori, grazie al progresso tecnologico, hanno la possibilità di opprimere i propri simili a un livello tale da cambiare la loro mente, il loro inconscio, rendendo alleati i loro nemici. Se non stiamo attenti, diventiamo i maggiori sostenitori del neoliberismo. Facciamo finta di essere contrari, ma non è vero.

I grandi pensatori, da Gesù, a Buddha, a Gandhi, passando per Aristotele, si sono già occupati di economia, e hanno detto tutti cose molto sensate. Queste cose sensate, oggi le abbiamo applicate al contrario, ma questi valori abbiamo la fortuna di averli scritti nella Costituzione. Questo significa che sono obblighi giuridici, non sono solo valori etici. Oggi potremmo vivere in modo straordinariamente bello, producendo energia in un modo efficace, grazie anche ai numerosi geni italiani nel campo della fisica, sviluppando cultura, arti. Potremmo farlo, se solo riuscissimo a fare il passaggio dalle pratiche egoiche e distruttive come la pretesa, la lamentela e l’accusa, alle pratiche evolutive e spirituali come la gratitudine, l’accettazione incondizionata, la generosità.

Questi temi riguardano tutti: il nostro benessere come il futuro del nostro pianeta, perché se andiamo avanti così non avremo un futuro. Io mi sento fortemente propenso ad un ottimismo che non è basato sul fatto che questa impresa sia facile (tutt’altro: si tratta di una impresa disperata), ma sul fatto che ce la possiamo fare.

Come si faranno gli esami in questa nuova università? In modo completamente diverso rispetto a quello tradizionale. Non si interroga l’esaminando, ma gli si mette a disposizione un’aula gremita di persone che non sanno nulla della materia oggetto dell’esame, cui lui deve tenere una lezione. I docenti escono dall’aula, ma alla fine della lezione rientrano ed interrogano l’uditorio: se le persone non sanno niente di quello che è stato spiegato, l’esaminando è bocciato. Se invece hanno iniziato a capire, sono incuriosite e si ripromettono di tornare a casa ad approfondire la materia, il candidato viene promosso.

Questo innanzitutto perché la conoscenza non si deve accumulare, egoisticamente, ma rimettere in circolo, perché l’obiettivo finale è il progresso complessivo della società, non l’elevazione personale. E poi perché oggi c’è bisogno di arrivare a tanta gente: molte persone devono avere accesso alla conoscenza, ma non possiamo usare la televisione, quindi c’è bisogno del passaparola. Ogni giorno ci devono essere centinaia di conferenze, nuove lezioni in tutta Italia, finché a un certo punto si raggiunge una massa critica tale per cui quello che prima sembrava impossibile, o un’impresa disperata (è il fenomeno della centesima scimmia), diventa possibile, e le cose cambiano.

Abbiamo un lungo percorso di sofferenza alle spalle. La molla è stata compressa tanto: adesso è pronta a scattare. Attenzione perché se lasciamo che scatti a casaccio, andrà nella direzione della distruttività totale e creerà violenza. Dobbiamo fare in modo che questa energia venga convogliata verso l’alto, per un progresso spirituale etico e anche tecnologico dell’umanità.

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