Come nel 2011: vogliono fare il Governo Draghi – Francesco Amodeo

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FONTEbyoblu
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Il secondo golpe tecnico ai danni dell’Italia potrebbe consumarsi presto, nell’indifferenza generale. Il cartello finanziario ha già fatto partire l’Operazione Mario Draghi, identica nella modalità e nelle finalità all’operazione Mario Monti del 2011. Il cartello finanziario opera seguendo sempre lo stesso format, lo stesso copione.

La prima fase è quella della Shock Economy. Bisogna creare un evento che abbia un forte impatto sulla popolazione. Quasi sempre si tratta di inasprire le crisi economiche. Mario Monti lo disse qualche anno fa in un video ripreso da Byoblul’Europa ha bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. Le agenzie di rating hanno già iniziato con i declassamenti, mentre i giornali innalzano il livello di allarme avvertendo della stagflazione.

La seconda fase è il restyling dell’immagine del prescelto, che dovrà prendere in mano le redini della situazione. Lo fecero nel 2011 con Mario Monti: tutti ricorderanno le foto con la moglie e la retorica cucita sull’inseparabile loden, quasi a simboleggiare una forma di aristocratica parsimonia. In gergo si chiama Operazione Simpatia. In questi giorni, su giornali e rotocalchi, non si contano le foto scattate a Mario Draghi e alla moglie che entrano ed escono dalle chiese della capitale. Immagini familiari, immagini rassicuranti. Come nel 2011.

La terza fase è la nomina di Mario Draghi alla carica di senatore a vita da parte del Presidente della Repubblica, esattamente come fu per Mario Monti. Ancora qui, sui giornali hanno già iniziato a lanciare l’idea, giustificandolo con la famosa frase, quel “whatever it takes”, che avrebbe salvato la nostra economia dal baratro permettendo il rifinanziamento delle banche e in ultima analisi del debito.

La quarta ed ultima fase sarà il precipitare dello shock dei mercati. L’innalzamento dello spread, artificiale come fu quello del 2011, innescato dalla vendita di miliardi di euro in titoli di stato italiani da parte di Deutsche Bank, giustificherà titoli drammatici, come fu nel 2011, quando il Sole 24 Ore aprì con l’ormai tristemente famoso “Fate presto!“.

A quel punto il Governo verrà ricattato e sarà costretto alle dimissioni. Mario Draghi salirà al colle, andrà a Palazzo Chigi e firmerà tutti i vincoli e i trattati che saranno le catene permanenti che chiuderà definitivamente il popolo italiano nella gabbia dell’UE.

È necessario scongiurare questo piano. Ascoltate l’appello di Francesco Amodeo, nel video in testa a questo post.