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mercoledì, Maggio 22, 2019

La salute umana è in pericolo per colpa dell’inquinamento, parola dell’Onu
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FONTE greenme
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I danni al Pianeta sono gravi a tal punto che la salute umana è seriamente minacciata, a meno che non vengano prese misure urgenti. A lanciare l’allarme è l’Onu che pubblica oggi il sesto Global Environmental Outlook, mentre a Nairobi i potenti del mondo partecipano al Forum ambientale.


Il 15 marzo ci sarà lo Sciopero mondiale del clima, ma nel frattempo 250 scienziati delle Nazioni Unite avvertono che o si aumentano drasticamente le protezioni ambientali o città e regioni in Asia, Medio Oriente e Africa potrebbero vedere milioni di morti premature entro il 2050.

Ma non solo, nel lungo rapporto si parla anche degli inquinanti nei nostri sistemi di acqua dolce che possono essere una delle principali cause di morte. Oltre che animali e piante, è dunque, in pericolo anche la salute umana.

Come si legge nello studio, “l’inquinamento dell’acqua dolce sarà provocato dalla resistenza antimicrobica, gli interferenti endocrini avranno un impatto sulla fertilità maschile e femminile, così come sullo sviluppo neurologico dei bambini”.

Non c’è da stare tranquilli insomma perché i danni al Pianeta sono ormai sotto gli occhi di tutti. Il Global Environmental Outlook analizza la situazione degli ultimi cinque anni. Il quadro non è roseo, tuttavia però non è mai troppo tardi per cambiare rotta.

Ci sono la scienza, la tecnologia e le risorse economiche per abbracciare uno sviluppo più sostenibile.

“La scienza è chiara. La salute e la prosperità dell’umanità sono direttamente legate allo stato del nostro ambiente – afferma Joyce Msuya, direttore esecutivo facente funzione di Un Environment – Questo rapporto è una prospettiva per l’umanità. Siamo ad un bivio. Continuiamo sulla nostra strada attuale che porterà ad un futuro tenebroso per l’umanità o ci concentreremo su un percorso di sviluppo più sostenibile? Questa è la scelta che devono fare i nostri leader politici, ora”.

La chiave giusta per il cambiamento, secondo gli scienziati, può essere quella di iniziare a pensare un’economia zero rifiuti, diete a basso contenuto di carne e la riduzione degli sprechi alimentari nei Paesi sviluppati e in via di sviluppo che ridurrebbero la necessità di aumentare la produzione alimentare del 50% per nutrire i 9-10 miliardi di persone previste nel 2050.

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