Ragazzo molestato dal prete di Rozzano, i genitori scrivono a Papa Francesco

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FONTErete l'abuso
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Nel testo si parla del proprio caso e si chiedono azioni concrete per tutelare i bambini contro i preti pedofili.


ROZZANO – Hanno chiesto giustizia, l’hanno ottenuta solo in parte, quando don Mauro Galli è stato condannato in primo grado a 6 anni e 4 mesi per le molestie che l’allora 15enne ha subito dal sacerdote di Rozzano.

La storia

I fatti risalgono a oltre otto anni fa, quando il giovane aveva trovato il coraggio di parlare degli abusi, di quando il prete, di cui si fidava ciecamente, che riteneva una figura di riferimento, lo invitava a dormire nel suo letto. La famiglia ha iniziato una lunga battaglia per mettere in luce la vicenda e gli altri casi di pedofilia tra sacerdoti.

La battaglia della famiglia

Il prete era stato trasferito nel 2012 da Rozzano a Legnano, dove ha ricoperto il contestato incarico di responsabile della Pastorale giovanile. La famiglia Battaglia si era opposta, indirizzando lettere di protesta alla Congregazione per la Dottrina della fede. “Finalmente settimana scorsa il presidente dell’associazione Rete Abuso, Francesco Zanardi, ha incontrato l’arcivescovo Sciclunapadre Lombardi e alcuni membri della Commissione che ha organizzato un summit nei giorni scorsi in Vaticano proprio sulla protezione dei minori.

La lettera al Papa

Zanardi ha consegnato il dossier sulla gestione della diocesi di Milano proprio sul caso che ci riguarda personalmente. Lombardi ha ritirato il materiale e ha riferito che aveva già le nostre lettere”, spiega la famiglia che ora prova un’altra carta: scrivere direttamente al Papa. I genitori del ragazzo hanno infatti deciso di indirizzare una missiva per parlare del proprio caso e per chiedere “azioni concrete per tutelare i bambini contro i preti pedofili”, scrive la famiglia a Papa Francesco.

Il testo

“TI scriviamo a nome nostro e di tutte quelle vittime senza voce o che non sono state ascoltate”, dicono mamma e papà del ragazzo di Rozzano che ripercorrono la triste vicenda. “Il processo canonico è stato avviato solo nel 2015 e ancora non ne sappiamo nulla. Occorre un summit mondiale per rendere consapevoli i vescovi che abusare e insabbiare non è una cosa buona? Caro Papa, dopo tante richieste rimaste inascoltate, ti domandiamo ora di darci risposte concrete”. Intanto la famiglia continua il proprio impegno per sensibilizzare sul caso, per “far capire a tutti i vescovi che violentare un bambino e spostare i preti che si macchiano di tale crimine da un oratorio è sbagliato e drammatico”.

Francesca Grillo