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mercoledì, Maggio 22, 2019

Morbillo, ecco il piano straordinario: niente concorsi pubblici senza vaccino
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FONTE corriere
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Per entrare nelle Forze dell’Ordine e nei Vigili del Fuoco bisognerà fare la profilassi, requisito anche per l’Erasmus. Il piano coordinato dalla Salute è stato concordato con i ministeri. L’obiettivo è ridurre la circolazione del virus tra i giovani di 20-30 anni


Niente vaccino?, Niente concorso pubblico. Giocano duro i ministeri per contrastare il morbillo, ancora endemico in Italia, 13mila casi dal 2013 (inizio della sorveglianza), la metà in giovani adulti, età media 27 . Sulla base dei dati di diffusione il nuovo piano nazionale per l’eliminazione di morbillo e rosolia 2019-2023 coinvolge varie istituzioni nazionali e regionali per ruoli e responsabilità. E la fascia di popolazione in cui intervenire con iniziative mirate è quella dei nati tra 1975 e 2000, dove il virus circola ancora allegramente perché trova terreno fertile tra i non immunizzati.

Lo sport

Il documento è stato appena inviato alla Conferenza Stato-Regioni, la discussione scatta in questi giorni. La bozza è stata preparata dal tavolo tecnico del dicastero di Giulia Grillo, Salute, coordinato dall’epidemiologo Vittorio Demicheli , presenti i ministeri che in qualche modo possono contribuire. Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco si sono impegnati alla «verifica dello stato vaccinale al momento dei concorsi per le nuove assunzioni, individuando tra i criteri di esclusione l’assenza della vaccinazione trivalente morbillo-parotite-rosolia. Lo stesso faranno ufficio per lo sport e federazioni sportive al momento delle iscrizioni alle società e delle selezioni alle gare. In pratica se un atleta non ha il certificato vaccinale a posto resta fuori dalle competizioni.

L’Erasmus

Non si entra neanche all’Erasmus se non si è in regola con la trivalente. L’agenzia nazionale giovani, l’ente attuatore del programma europeo, ha infatti aderito al piano del ministero della Salute: non saranno ammessi i ragazzi sprovvisti di copertura. Prevista l’istituzione di corsi di vaccinologia (impegno comune della conferenza dei rettori dell’università e dell’Istruzione). Una controffensiva di squadra che ovviamente vede schierate in prima linea Istituto Superiore di Sanità, agenzia nazionale del farmaco, Regioni e Asl). Il Lavoro si impegna a prevedere permessi di lavoro per effettuare le vaccinazioni anche per accompagnare i figli, la Difesa comunicherà con l’Anagrafe nazionale vaccinale per «la ricostruzione della storia vaccinale» dei singoli operatori fermo restando che le vaccinazioni sono già previste per il personale.

La comunicazione

«L’intesa punta sulla comunicazione, sull’educazione sanitaria e sulla promozione attiva della vaccinazione nelle scuole e all’università e sull’offerta. L’età più scoperta è fra i 20 e i 30 anni quindi i nati dopo il 75 e fino al 200o in quanto i nati del 2001 sono già oggetto di attività mirate di recupero vaccinale», spiega la scelta Demicheli. I giovani adulti da raggiungere sono circa 2 milioni e mezzo e devono ricevere due dosi «ipotizzando una copertura del 100 per cento». Il piano tra gli obiettivi ha anche la riduzione «della percentuale di donne in età fertile suscettibili alla rosolia a meno del 5%». Parliamo di una patologia in genere benigna che però diventa pericolosa durante la gravidanza specie se la mamma contrae l’infezione nel primo trimestre. In questi casi può causare serie conseguenze nel feto: aborto spontaneo, morte, malformazioni e, nel bambino, ritardo dello sviluppo

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