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mercoledì, Maggio 22, 2019

Lega al Sud, gli impresentabili: Castel Volturno, il Carroccio stretto fra mafia nigeriana e l’ombra dei Casalesi
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È un appestato, il brutto anatroccolo della famiglia. Lui stesso si è convinto che oggi è un impresentabile, che per salvare l’onore, la verginità, per impedire che la sua presenza «infanghi Salvini», nega ogni suo coinvolgimento. Eppure Antonio Scalzone, ex sindaco e imputato per concorso esterno in associazione mafiosa (legato ai Casalesi), sta lavorando per la lista della Lega alle prossime comunali di Castel Volturno.

Sulla sua pagina Facebook, l’ex sindaco Antonio Scalzone alcune settimane fa ha postato una lettera aperta al responsabile della Lega per la provincia di Caserta, Salvatore Mastroianni: «Alcuni politici del passato possono insegnare onestà, capacità e coraggio da vendere che tanti puritani di oggi non hanno, anzi sono stati dietro le quinte per arricchirsi con la politica. Io sono uno dei pochi che può camminare a testa alta, non ho mai subito condanne e la presunzione di innocenza tenetela ben presente. Chi tenta di screditare la Lega per la mia simpatia nei confronti di Salvini lo fa unicamente perché sono nullità e poveri politicanti da quattro soldi, contro i quali farò operazione verità. CastelVoltuno ha bisogno di altro».

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Antonio Scalzone è sotto processo per concorso esterno in associazione camorristica, i Casalesi. La tesi del gip: «Scalzone si accordava con i vertici del clan Bidognetti, in particolare con Luigi Guida, fornendogli la disponibilità a consentire a ditte nella disponibilità del clan l’aggiudicazione di appalti pubblici in cambio di voti».

Quand’era sindaco, la prima volta nel 1998 e poi nel 2012 è stato mandato a casa e il suo comune sciolto per mafia. Nelle relazioni delle commissioni d’accesso si parla dei rapporti del sindaco e del fratello, messo comunale, con esponenti di spicco del clan. E del settore dell’edilizia come prateria dove il clan Bidognetti poteva liberamente pascolare (un complesso residenziale, “Domitia Village”, è stato al centro delle indagini).

Oggi Scalzone aspetta di «riconquistare» l’onore perduto. Non può candidarsi alle prossime comunali di primavera, se lo facesse sarebbe una offesa ai suoi stessi concittadini, ma dietro le quinte sta aiutando la Lega di Matteo Salvini.

In questi anni, Castel Volturno è stata amministrata da una giunta civica di sinistra, sindaco Dimitri Russo, e adesso la destra punta a riconquistare il comune. Il plenipotenziario della Lega a Caserta, Salvatore Mastroianni, ripete come un disco incantato: «La Lega non candiderà chi ha fatto parte delle passate amministrazioni. A Castel Volturno sarà svolta nel segno del rinnovamento».

È come se gli “appestati” non dovessero esistere. Anche Mastroianni quando gli ho chiesto conferma della presenza dell’ex sindaco e di un ex assessore a queste riunioni per organizzare la lista, ha negato insistendo  sull’idea che i vecchi amministratori non si candideranno. Ma lui è di un paese della provincia. E a Castel Volturno senza i nuovi e vecchi ras, non si prendono i voti.

I giornali locali raccontano di una riunione per la nascita di una sezione della Lega e per la imminente campagna elettorale amministrativa al ristorante “La Tortuga”, alla quale hanno partecipato  appunto sia l’ex sindaco Scalzone che l’ex assessore all’ambiente Domenico Giancotti. E Mastroianni non vuole prenderne atto: «Noto con composta rassegnazione che alcuni pseudo organi di informazione non desistono dal diffondere notizie prive di ogni fondamento».

“Mama Africa”, Castel Volturno, è la capitale della mafia nigeriana in Italia: 22.000 residenti “bianchi”, 4.000 “neri” e poi almeno altri 15.000 (soprattutto nigeriani) clandestini, irregolari. Qui ci sono decine di “alberghetti” dove i “neri” mangiano, si drogano, vanno con le prostitute. E loro, i nigeriani hanno occupato spazi importanti nella gestione delle attività criminali.

Per la Lega del ministro dell’Interno Matteo Salvini, le comunali di maggio  diventano importantissime. Per il valore che ha la capitale di “Mama Africa”, per quello che significa la lotta ai migranti (clandestini).

Castel Volturno è anche territorio dei Casalesi, del clan Bidognetti.

E per questo, il comune è già stato sciolto due volte per mafia. L’ex reggente del clan Bidognetti, Luigi Guida: «Avevo un rapporto molto stretto con il sindaco Scalzone. Quando tra il 2002 e il 2003 la discarica Bertolotti tra Castel Volturno e Cancello e Arnone fu chiusa, i fratelli Orsi mi chiesero di intervenire sul sindaco Antonio Scalzone perché riaprisse la discarica. Mio tramite era il fratello Alfonso. E alla fine quella discarica riaprì. I fratelli Orsi pagavano una tangente di 10/20.000 euro al mese. A Scalzone imposi Domenico Giancotti, che era un mio uomo, come assessore all’Ambiente».

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E l’ex sindaco Scalzone oggi è diventato un leghista convinto. «Sono orgoglioso di aver ospitato a Castel a Volturno, nel 2003, l’onorevole Borghezio. Salvini fa adesso quello che proponevo io vent’anni fa per combattere la mafia nigeriana».

Chiamato in causa dai pentiti,

Da sindaco ha subito l’onda di ben due scioglimenti del consiglio comunale per mafia. In attesa della sentenza del processo si difende: «Alcuni assassini oggi collaboratori di giustizia mi hanno accusato, chi amministra questi territorio è consapevole di poter calpestare la cacca. Io sarò assolto. Sono innocente».

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