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C’è un intero capitolo de Il falso Testamento di Mauro Biglino, l’VIII(3), cui abbiamo collaborato(4), nel quale si tratta in modo specifico della questione relativa al brano dei Numeri (31-18). Noi stessi stiamo scrivendo sull’argomento e altri connessi un libro che avrà per titolo esplicito La pedofilia nella tradizione religiosa giudaica(5).

Qui di seguito alcune considerazioni che costituiranno anche un’anticipazione relativa al testo in preparazione.

Iniziamo subito col dire che il vocabolo utilizzato in Numeri 31,9-18 del Codex Leningradensis è טַּף Taph(H2945)(6) e non Tapham(7) טַפְּכֶם, termine anche sbagliato, tra l’altro, dal punto di vista grammaticale (corretto è Tappÿkhem(8)).

Si afferma che nel passo di Numeri 31,18 «non c’è nessun riferimento specifico al fatto che siano femmine o “bimbe”», il che è falso. A טַּף Taph segue bannāšîm בַּנָּשִׁ֔ים (H802) e ciò indica indubbiamente delle “femmine”(9). Johanna Stiebert, professoressa associata di studi biblici presso l’Università di Otago, scrive: «Num. 31.18. Qui, Mosè istruisce l’esercito che ha prevalso contro i Madianiti affinché uccida tutti i zakar battap, “maschi tra i bambini” e tutte le donne che hanno conosciuto un uomo (31, 17). Ma tutte le hattap bannāšîm (bambini tra le donne, ovvero, verosimilmente, le bimbe) che non hanno conosciuto un uomo carnalmente (l’espressione usata è miškab zākār, il “mentire di un maschio”) devono essere tenute in vita per voi… Questa è una istruzione positiva, ovvero un permesso dato da Mosè, che caratterizza il versetto nel contesto della violenza sessuale contro i bambini come marcatamente aspro».(10)

Dario Disegni (1878-1967), rabbino Italiano di Firenze fondatore della scuola rabbinica torinese “Margulies”, conferma che trattasi di “bambine” traducendo così Numeri 31, 17-18: «Ed ora uccidete ogni maschio tra i bambini, e ogni donna atta alla coabitazione con uomo uccidetela. Ogni bimba tra le femmine che non conobbero coabitazione con maschi, tenetela in vita per voi.»(11).

Shaye J. D. Cohen, professore di Letteratura ebraica e Filosofia nel Dipartimento di Lingue e Civiltà Orientali dell’Università di Harvard, aggiunge: «Possiamo essere sicuri che לָכֶֽם lachem,“per voi”, significa che i guerrieri possono far uso sessuale delle loro prigioniere vergini.»(12). Nel testo ebraico moderno il termine viene “stranamente” omesso. Shaye J. D. Cohen, scrive a riguardo: «Non so perché la nuova versione ebraica ometta “per voi”; il lakhem ebraico è inequivocabile. Che l’intento di “per voi” sia sessuale o matrimoniale è chiaro; il passaggio è correttamente compreso da R. Shimon B. Yohai nel Sifrei ad loc (157).»(13)

Riportiamo dal Talmud Babilonese e dal Midrash Sifre Num. riguardo a Numeri 31,17-18 la dichiarazione di Rabbi Shimon bar Yohai(14):

«R. Simeon b. Yohai ha dichiarato: a una proselita che sia sotto l’età di tre anni e un giorno è concesso di sposare un prete, perché così è detto; “ma tutte le bambine che non hanno conosciuto uomo e non hanno avuto relazioni carnali, mantenetele in vita per voi” (Num. 31, 18) e Fineas certamente era con loro. תניא, ר’ שמעון בן יוחי אומר: גיורת פחותה מבת שלש שנים ויום אחד – כשירה לכהונה, שנאמר: (במדבר לא) וכל הטף בנשים אשר לא ידעו משכב זכר החיו לכם, והרי פנחס עמהם.» (Yebamoth 60b).(15)

Sentenza ribadita nella Mishna del trattato di B. Qiddushin 66a, 4,6, che ne espone anche la “base scritturale”:

«R. Eliezer B. Jacob dice: “la figlia di un israelita sposato con una proselita è adatta al matrimonio nell’ambito del sacerdozio”. R. Simeon dice: “il requisito è che la sua [età di] verginità [cioè tre anni] sia all’interno della santità di Israele. E’ stato insegnato [seguendo queste stesse linee] in nome di R. Simeon che “una bimba convertitasi all’età di meno di tre anni e un giorno è adatta al matrimonio nell’ambito del sacerdozio”. Qual è la base scritturale di questo punto di vista? “Ma tutte le bambine che non hanno conosciuto uomo giacendo con lui [vergini], tenetele in vita per voi stessi”, Numeri. 31,18) e Phineas [un sacerdote] era d’accordo, [e quindi sono valide per il matrimonio nel sacerdozio, poiché era un sacerdote]» (Qiddushin 66a, 4,6).(16)

Boaz Cohen, (1899-1968) studioso ebreo del Talmud, decisore legale halakhico e professore al Jewish Theological Seminary of America di New York, lo conferma: «Secondo r. Simon b. Yohai, una ragazza convertita all’ebraismo quando aveva meno di tre anni può sposare un prete. (Kid. 78a; cf. also Yeb. 60b.)»(17)

La medesima cosa vien detta nel Midrash Sifre Num, commentario esegetico al libro dei Numeri della scuola di R. Ishmael ben Elisha: «Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che abbia conosciuto un uomo essendo andata a letto con lui. (Num. 31,17). [Questo] si riferisce a chi ha dormito con un uomo così come a colei che è adatta ad avere un rapporto sessuale, anche senza aver necessariamente dormito con un uomo… Ma tutte le bambine che non abbiano conosciuto e non siano andate a letto con nessun uomo, tenetele in vita per voi. Dal che R. Shimon bar Yohai era solito affermare: “Una giovane proselita in età inferiore ai tre anni e un giorno è adatta ad essere sposata nel sacerdozio” עתה הרגו כל זכר בטף – זו בעולה והראויה ליבעל. או אעפ”י שלא נבעלה או שאינה ראויה ליבעל? כשהוא אומר כל הטף בנשים – הרי שאינה ראויה ליבעל אמור, הא מה אני מקיים ועתה הרגו כל זכר בטף? זו בעולה והראויה ליבעל – אעפ”י שלא נבעלה: הרוגו- למה נאמר? להפסיק את הענין, דברי ר’ ישמעאל. ד”א הרוגו – למה נאמר? שראויה ליבעל אמר ליהרג, בעולה אעכ”ו! אם אמרת כן – ענשת מן הדין; לכך נאמר הרוגו, ללמדך שאין עונשים מן הדין. וכל הטף בנשים אשר לא ידעו משכב זכר החיו לכם – מכאן היה ר’ שמעון בן יוחי אומר: גיורית עצמה, שנתגיירה פחותה מבת ג’ שנים ויום אחד – כשרה לכהונה”». (Midrash Sifre Num, 157)(18)

Rabbi Shimon bar Yohai approva dunque il matrimonio con bambine proselite di meno di “tre anni e un giorno” sull’autorità dello stesso Mosè, citando proprio Numeri 31,18. Come ammettono del resto gli stessi ebrei sul forum ebraico Judaism stackexchange commentando sempre Numeri 31,18: «Questo versetto descrive le conseguenze della guerra retributiva degli Israeliti contro Madian (B’midbar 31). Mosè comandò al popolo ebraico di uccidere tutti i maschi madianiti e tutte le femmine dai tre anni in su, avento Madian partecipato al complotto di Bil’am inteso a sedurre gli uomini ebrei e a invogliarli a praticare l’idolatria. Secondo il parere di Rabbi Shimon bar Yohai, la frase “tenerli in vita per voi stessi” implica che tutte le donne madianite prigioniere che erano state stati catturate sotto l’età di tre anni potevano eventualmente divenire partner di matrimonio adatte per tutti i soldati della guerra. Poiché Pinchas era un kohein, e aveva partecipato alla guerra, ciò significa che tali donne erano ammissibili per il matrimonio kohanim.»(19).

Tutto ciò è ribadito anche dal Rabbino Hezekiah ben Manoah (1899-1968) nel suo commento a Numeri 31,17-18, ricordando quanto dice R. Shimon bar Yohai:

«ma ogni bimba che non abbia avuto conoscenza carnale, ecc “si deve lasciare vivere per il vostro beneficio”. Questa formulazione ha spinto il rabbino Shimon ben Yochai a dichiarare che una convertita femminile che non ha raggiunto l’età di tre anni e un giorno, è adatta a sposare un sacerdote. [dal momento che non avrebbe potuto essere contaminata attraverso il rapporto carnale] וכל הטף בנשים אשר לא ידעו איש וגו׳‎ מכאן היה רבי שמעון בן יוחאי אומר גיורת שנתגיירה פחותה מבת שלש שנים ויום אחד כשרה לכהונה.» (Hezekiah ben Manoah, Num. 31,18)(20).

Karl Georg Kuhn (1906- 1976) studioso di religione e orientalista presso l’Università di Tubinga, ricorda a sua volta come, secondo i Rabbini Tannaiti, Mosè avesse ordinato agli Israeliti di uccidere tutte le donne di età superiore ai “tre anni e un giorno”, perché erano “adatte ad avere rapporti sessuali”(21)

Potremmo continuare con molti altri esempi, del tutto simili, tratti dalla letteratura esegetica, ma non intendiamo annoiare nessuno, a cominciare da noi stessi. Forse val solo la pena di aggiungere come si si affermi esplicitamente, nella tradizione rabbinica relativa alla niddah(22), che avere rapporti sessuali con una bambina più giovane di tre anni e un giorno equivale a metterle (con delicatezza, immaginiamo) un “dito in un occhio”.

«Una ragazza dell’età di tre anni e un giorno può essere data in fidanzamento e avere un rapporto sessuale. Se essa è più giovane di questa età, il rapporto con lei equivale a metterle un dito negli occhi. בת שלש שנים ויום אחד מתקדשת בביאה פחות מכן – כנותן אצבע בעין.» (Niddah 44b)(23)

La medesima cosa viene ribadita e confermata in B. Kethuboth:

«Raba disse che ciò significa questo: quando un uomo adulto ha rapporti con una bambina non significa nulla, perché quando la ragazza è inferiore a questo [tre anni e un giorno], è come se uno le mette il dito nell’occhio כתובתה מנה אמר רבא, הכי קאמר: גדול הבא על הקטנה – ולא כלום, דפחות מכאן כנותן אצבע בעין דמי וקטן הבא על הגדולה.» (Kethuboth, 11b)(24)

Ari Shishler, Rabbino direttore di Chabad a Strathavon, Johannesburg, tiene tuttavia a precisare: «Il Talmud (come la maggior parte delle fonti accademiche legali) discute spesso situazioni ipotetiche per il bene della determinazione della legge. Questo non significa che il Talmud tolleri tali situazioni.»(25). Judith Hauptman, insegnante talmudica femminista presso il Jewish Theological Seminary di New York, corrobora la stessa fraudolenta conclusione: «I rabbini che parlano in tutti questi passaggi non prendono posizione sulle situazioni che descrivono… L’unico problema per loro sono le conseguenza per l’ammissibilità coniugale»(26).

In realtà le suddette faccende talmudiche non sono affatto situazioni giuridiche ipotetiche, com’è dimostrato dallo stesso Talmud, che riferisce di sacerdoti conviventi con bambine proselite di età “inferiore a tre anni e un giorno” con cui avevano rapporti sessuali.

«R. Jacob b. Idi dichiarò in nome di R. Joshua b. Levi: La halachah è in accordo con R. Simeone b. Yohai. Detto R. Zera di R. Jacob b. Idi: Hai sentito questo esplicitamente o l’hai dedotto? Quale [potrebbe essere la] deduzione? – Come R. Joshua b. Levi riferì: v. sopra: C’era una certa città nella Terra di Israele la legittimità dei cui abitanti era contestata, e il rabbino inviò R. Romanos che condusse un’indagine e trovò in essa la figlia di un proselito che era sotto l’età di tre anni e un giorno, e il rabbino dichiarò che poteva vivere con un sacerdote. אמר רבי יעקב בר אידי אמר רבי יהושע בן לוי: הלכה כרבי שמעון בן יוחאי. אמר ליה רבי זירא לרבי יעקב בר אידי: בפירוש שמיע לך, או מכללא שמיע לך? מאי כללא? דאמר ר’ יהושע בן לוי: עיר אחת היתה בארץ ישראל שקרא עליה ערער, ושגר רבי את רבי רומנוס ובדקה, ומצא בה בת גיורת פחותה מבת שלש שנים ויום אחד, והכשירה רבי לכהונה אמר ליה: בפירוש שמיע לי.» (B. Yebamoth 60b)(27)

Rabbi Israel Wolf Slotki (1884-1973) traduttore e curatore del trattato Yebamoth dell’edizione Soncino del Talmud Babilonese, precisa: «Vale a dire che una proselita di età inferiore ai tre anni e un giorno può essere sposata da un sacerdote.»(28). È davvero difficile credere che tali rabbini convivessero “ipoteticamente” con bambine di età inferiore a tre anni…

Ma un’altra, più valida prova, ci è data dal resoconto di B. Niddah 45a, dove una donna di cui non sappiamo il nome racconta esplicitamente d’essere stata “costretta” dal sacerdote ad avere un “rapporto sessuale” quando era in età “inferiore ai tre anni e un giorno” e chiede al sapientissimo Rabbi Akiva quale fosse la sua posizione nei confronti del sacerdozio.

«I nostri rabbini hanno insegnato: Si racconta di una donna che si recò a far visita a R. Akiba e gli disse, “Maestro, sono stata costretta ad avere un rapporto sessuale prima di aver compiuto tre anni di età; qual è la mia posizione nei confronti del sacerdozio?” “Siete adatta al sacerdozio”, rispose. E continuò: “ti propongo una similitudine; a cosa può essere paragonato l’accaduto? A un bambino il cui dito sia stato immerso nel miele. La prima e la seconda volta piange su di esso, la terza volta lo succhia”. ת”ר, מעשה באשה אחת שבאת לפני ר”ע, אמרה לו: ר’, נבעלתי בתוך שלש שנים, מה אני לכהונה? אמר לה: כשרה את לכהונה. אמרה לו: רבי, אמשול לך משל, למה הדבר דומה – לתינוק שטמנו לו אצבעו בדבש, פעם ראשונה ושניה – גוער בה, שלישית – מצצה.» (B. Niddah 45a)(29)

Florence Rush (1918-2008), assistente sociale psichiatrica e teorica femminista che si è occupata degli abusi sessuali dei bambini, scrive a sua volta: «Il folklore ebraico narra che una donna si presentò al rinomato, venerato rabbino del II secolo Akiba ben Joseph, lamentandosi di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali prima di aver raggiunto l’età di tre anni. Dopo aver riflettuto sul problema, il rabbino paragonò la situazione a quella di un bimbo che immerge il dito nel miele: “la prima volta e la seconda ne piange, ma la terza volta lo succhia. Infine gode dell’esperienza.” Il rabbino si espresse secondo quella che era allora la saggezza comune, di tutti i giorni.»(30) E il racconto termina con il parere degli studenti della scuola di Rabbi Akiva, i quali così concludono, commentando l’intera vicenda: «Tutta la Torah è una tradizione che è stata consegnata a Mosè sul Sinai, pertanto è legge che una ragazza sotto l’età di tre anni sia adatta all’unico sacerdozio che Mosè ha ricevuto sul Sinai’.כשם שכל התורה הלכה למשה מסיני, כך פחותה מבת שלש שנים – כשרה לכהונה הלכה למשה». (B. Niddah 45a)(31)

La prova definitiva che gli ebrei avevano davvero rapporti sessuali con le bambine infine si trova, senza possibilità di equivoci, in un brano della Ghemara di B. Kethuboth 6a, dove i saggi regolano nel dettaglio come le spose pre-puberali debbano venir sottoposte al rapporto sessuale(32).

Come precisa chiaramente Rabbi Samuel Daiches, il sangue di cui si parla nel passo suddetto non è dovuto alle mestruazioni, ma ad una ferita causata dal rapporto sessuale con il marito: «Il sangue che esce è attribuito alla ferita e non alle mestruazioni. Ordinariamente, dopo il primo rapporto un ulteriore rapporto è proibito fino alla fine della fuoriuscita del sangue, cioè, sino alla conclusione del periodo mestruale. Ma in questo caso, in cui la sposa giovane non aveva ancora avuto alcuna mestruazione, si presume che il sangue non sia dovuto alle mestruazioni, ma alla ferita causata dal rapporto stesso. Secondo Beth Shammai ciò vale per quattro notti, secondo Beth Hillel “fino a che la ferita è guarita”. Per quanto riguarda la definizione di questa frase, v. Nid. 64B. v. anche Nid. 65B, dove si precisa, concludendo, che dopo il primo coito nessun altro rapporto deve avvenire fino a che il fluire del sangue non si sia arrestato, anche nel caso di giovane sposa che ancora non abbia avuto alcuna mestruazione. V. anche Eben ha-‘Ezer, 63 e Yoreh De’ah, 193.»(33)

D’altronde lo stesso Mosè Maimonide (1135–1204) meglio noto come “Rambam” dalle iniziali del suo nome Rabbi Moshé Ben Maimon, rabbino talmuidsta e medico spagnolo del XII secolo, massimo studioso e filosofo ebreo medioevale rimasto sino ad oggi il grande modello per il pensiero ebraico, dichiara: «Il rapporto sessuale con una ragazza di meno di tre anni non è un rapporto sessuale, è una legge sinaica di Mosè פחותה מבת שלש שנים אין ביאתה ביאה הלכה למשה מסיני.» (Rambam Intruduzione alla Mishnah, 8,32)(34)

Quanto al termine Bat o Both מבת, in ebraico e in aramaico, impiegato nella letteratura rabbinica, deriva da Esodo 1,16 (אם-בן הוא והמיתן אותו, ואם-בת היא וחיה: “se è un maschio בן lo farete morire; se è una femmina בת, potrà vivere”) e consiste nella fusione di maschio בן e femmina מבת = בת. Letteralmente significa: “La figlia (o bimba) di 3 anni”. In tutti i passi rabbinici riportati il significato è “bimba di tre anni”. Yaldah יַלְדָּה (H3207), invece, non indica “bambina” ma ragazza, ed è utilizzato soltanto tre volte nell’Antico Testamento: in Genesi 34,4; Gioele 3,3; Zaccaria 8,5(35).

Per concludere. La Bibbia – l’Halakhah, la normativa religiosa dell’ebraismo – sancisce che è lecito, per l’ebreo, avere rapporti sessuali con bambine di età inferiore a tre anni(36). Su ciò non può esservi dubbio alcuno. In particolare, secondo il dettato mosaico, le femmine dei nemici potevano venir stuprate dagli israeliti anche in fasce, meglio: da appena nate fino al compimento (maniacale) dei tre anni e un giorno; limite anagrafico al di là del quale era obbligatorio sopprimerle, perché, non sia mai, qualche altro predone-usuraio del deserto levantino avrebbe potuto averle già violate.

Questo e solo questo è il senso, banale e orripilante, e niente affatto esoterico, del passo dei Numeri in questione.

NOTE

(3) Pagg. 205-2016, Mondadori, Milano 2016.

(4) Cfr. ibid., p. 283.

(5) Cfr. https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/106906https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/107051https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/107210https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/107601.

(6) Cfr. https://www.blueletterbible.org/lang/lexicon/lexicon.cfm…. Ricordiamo che la definizione del termine secondo lo Strong’s Hebrew Lexicon Online è: ”bambini, piccoli bambini, piccoli” di entrambi i sessi, derivandolo da Taphaph טָפַף e riferendosi al tipico saltellare, camminare a passettini brevi dei bambini (Strong H2945).
Un sentito ringraziamento all’amico Rony Yarden per l’aiuto fornitoci nella decifrazione delle fonti ebraiche.

(7) Questo termine, che compare per esempio in Esodo 10,10; 10-24, Giosuè 1,14; Deuteronomio 29,10 etc, aggiunge a Taph טַּף il suffisso כֶם cambiando il significato in: “i vostri bambini (figli)”.

(8) Cfr. http://classic.net.bible.org/passage.php…, nota n. 2.

(9) Cfr. https://www.blueletterbible.org/lang/lexicon/lexicon.cfm…. La definizione del termine data dallo Strong’s Hebrew Lexicon Online è: “Donna, moglie, femmina”.

(10) Johanna Stiebert, First-Degree Incest and the Hebrew Bible: Sex in the Family, p. 68.

(11) Bibbia ebraica. A cura di Dario Disegni. Pentateuco e Haftaroth, La Giuntina, 2001, p. 278.

(12) Shaye J. D. Cohen, The Beginnings of Jewishness: Boundaries, Varieties, Uncertainties, University of California Press, 2001, pagg. 255-256.

(13) Ibidem, nota n. 52.

(14) Rabbi Shimon bar Yoḥai (Shimon figlio di Yohai, conosciuto anche come Rashbi, chiamato nel Sefer haZohar “Grande sorgente di luce”, è un Tanna (studioso della Mishnah) del secondo secolo. Studiò a Yavne, vicino a Bnei Brak, in una yeshiva fondata da Rabbi Akiva Ben Joseph, di cui divenne il più eminente discepolo.
(Cfr. http://www.jewishencyclopedia.com/ar…/13723-simeon-ben-yohai).

(15) The Babylonian Talmud, Yebamoth. Translated into English by Rabbi Dr. I. Epstein, The Soncino Press, London 1936, p. 402. La citazione è verificabile online sul sito ebraico “Dtorah”(http://dtorah.com/otzar/shas_soncino.php?ms=Yevamoth&df=60b).

(16) Abbiamo riportato la traduzione di J. Neusner: The Talmud of Babylonia. An American Translation. Tractate Qiddushin, Vol. 19. B, Scholars Press, 1992, p. 160. La citazione è verificabile online sul sito ebraico “Sefaria” (https://www.sefaria.org/Kiddushin.66b).

(17) Boaz Cohen, Jewish and Roman law: a comparative study, Vol.1, United Synagogue Book Service, 1966, p. 147.

(18) Karl Georg Kuhn, Rabbinische Texte. Tannaitische Midrasch Sifre zu Numeri, W. Kohlhammer Verlag, Stuttgart 1959, pagg. 652-653. La citazione è verificabile online sul sito ebraico “Sefaria” (https://www.sefaria.org/Sifrei_Bamidbar.157.7).

(19) Does the talmud promote pedophilia? https://judaism.stackexchange.com.

(20) Chizkuni, Torah Commentary. Rabbi Chizkiahu Ben Rabbi Manoach. Translated and Annotated by Eliyahu Munk. Ktav Pub Inc, 2013, p. 71. La citazione è verificabile online sul sito ebraico “Sefaria” (https://www.sefaria.org/Chizkuni,_Numbers.31.18).

(21) Karl Georg Kuhn, Rabbinische Texte. Tannaitische Midrasch Sifre zu Numeri, W. Kohlhammer Verlag, Stuttgart 1959, p. 653, Notiz 86.

(22) Termine che indica la donna, durante o dopo le mestruazioni, che non abbia ancora svolto i rituali di purificazione nella mikveh, bagno rituale (cfr. http://www.jewishencyclopedia.com/articles/11529-niddah).

(23) The Babylonian Talmud, Kethuboth. Translated into English by Rabbi Dr. I. Epstein. op. cit., p. 31. La citazione è verificbaile online sul sito ebraico “Dtorah” (http://dtorah.com/otzar/shas_soncino.php?ms=Kethuboth&df=11b).

(24) The Babylonian Talmud, Niddah. Translated into English by Rabbi Dr. I. Epstein, op. cit., p. 43. La citazione è verificbaile online sul sito ebraico “Dtorah” (http://dtorah.com/otzar/shas_soncino.php?ms=Nidah&df=45a).

(25) Orthodox Judaism/Question. Expert: Rabbi Ari Shishler, http://en.allexperts.com/q/Orthodox-Judaism…/…/Talmud-11.htm (la pagina è, al momento, irraggiungibile).

(26) Judith Hauptman, Rereading The Rabbis: A Woman’s Voice, Westview Press, 1998, p. 95.

(27) The Babylonian Talmud, Yebamoth. Translated into English by Rabbi Dr. I. Epstein, op. cit., p. 402. La citazione è verificabile online sul sito ebraico “Dtorah” (http://dtorah.com/otzar/shas_soncino.php?ms=Yevamoth&df=60b).

(28) Ibidem, nota n. 37.

(29) The Babylonian Talmud, Niddah. Translated into English by Rabbi Dr. I. Epstein, op. cit., p. 43. La citazione è verificbaile online sul sito ebraico “Dtorah” (http://dtorah.com/otzar/shas_soncino.php?ms=Nidah&df=45a).

(30) Florence Rush, The Best Kept Secret Sexual Abuse of Children, International Marine Publishing, 1997, p. 18.

(31) The Babylonian Talmud, Niddah. Translated into English by Rabbi Dr. I. Epstein, op. cit., p. 44. La citazione è verificabile online sul sito ebraico “Dtorah” (http://dtorah.com/otzar/shas_soncino.php?ms=Nidah&df=45a).

(32) The Babylonian Talmud, Kethuboth. Translated into English by Rabbi Dr. I. Epstein, op. cit., p. 123. La citazione è verificabile online sul sito ebraico “Dtorah” (http://dtorah.com/otzar/shas_soncino.php?ms=Kethuboth&df=6a).

(33) Ibidem, Note 17.

(34) Bernhard Hamburgerp, Maimonides’ Einleitung in die Mišna, Druck von H. Itzkowski, 1902, p. 24. La citazione è verificabile online sul sito ebraico “Sefaria” (https://www.sefaria.org/Rambam_Introduction_to_the_Mishnah.…).

(35) Cfr. https://www.blueletterbible.org/lang/lexicon/lexicon.cfm…. La definizione del termine fornia dallo Strong’s Hebrew Lexicon Online è: “Ragazza, giovane, ragazza da sposare”.

(36) Anche con bambini maschi, ma entro limiti d’età più allargati (“nove anni”, cfr B. Sanhedrin 54b-55a; 69b; Maimonide Issurel Biah 1,14; Rashi, B. Sanhedrin 54a, ecc.). In questo caso il rapporto sessuale non infrange la famosa ingiunzione contro l’omosessualità espressa nel Levitico (18,22; 20,31), in quanto l’esegesi rabbinica si riferisce solo ai rapporti sessuali fra due maschi adulti consenzienti ed esclude pertanto un “minore” (Sanhedrin 69a). Tra adulti liberi maggiorenni, viceversa, si adottano (anche nelle altre due fedi partorite dallo stesso alveo insano, cristianesimo e Islam) legislazioni bacchettone. Ovvero i termini del problema, dal punto di vista dell’equità, della razionalità e della giustizia, risultano completamente invertiti – come, del resto i loro legislatori. Naturalmente solo l’ingenuità o la camicia di forza-bavaglio del politically correct può far supporre che simili pratiche pedofile millenarie et similia non abbiano avuto il loro seguito/sviluppo in età moderna e contemporanea (cfr. http://herveryssen-leslivres.hautetfort.com/…/le-fanatisme-… – pagg. 305-395 -, http://herveryssen-leslivres.hautetfort.com/…/psychanalyse-…https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/105225,
https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/106661,
https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/107216,
https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/107814,
https://it.groups.yahoo.com/…/libertari/con…/messages/107823,https://archive.org/…/HerveRyssen.LesMoeursBizarresDesJuifs…,https://archive.org/de…/GLIEBREILINCESTOELISTERIAHerveRyssen).

FONTE : Omar Di Benedetto e Giuseppe Fallisi